Dall’orto-giardino agli orti ornamentali urbani: il boom della biodiversità che è anche bella Scritto il 10 maggio 2012, da admin.
La coltivazione dell’orto – meglio se orto decorativo – come strumento di miglioramento della qualità dell’ambiente e di sensibilizzazione sui temi del consumo critico e della sostenibilità, ha subito un vero e proprio boom che parte dall’America (a New York è il più grande progetto attuale di orti urbani) fino alle città italiane, dove 4,5 milioni di persone oggi praticano regolarmente l’Urban farming. Una pratica ampiamente utilizzata fin dagli anni ’90 a Cuba, dove grazie alla diffusione degli orti sociali, si è superato il tracollo economico dovuto all’improvvisa carenza di forniture di petrolio dopo il crollo dell’Unione Sovietica. Quella dell’orto-giardino (potager per i francesi, vegetable o kitchen garden per gli inglesi), è una formula che ha radici storiche lontanissime, se è vero che già a Babilonia e nella Roma antica attribuivano grande importanza alla coltivazione degli orti, vissuti come luogo di relax.
A partire dal De Rustica, fondamentale trattato latino di botanica e agricoltura di Columella (4-70 d.C.), passando per il mistico orto-frutteto dei chiostri monastici medievali (hortus conclusus) o al coevo giardino islamico, dove l’orto protetto da filari di cipressi e pioppi circondava ordinato canali d’acqua disposti a croce, l’accostamento concettuale tra orto e giardino, tra utile e bello, si è evoluto a seconda dei luoghi e dei periodi, per essere diffuso alla portata di tutti, alla fine dell’’800, dai giardinieri inglesi dei piccoli cottage garden.
Nel XVI secolo L’orto rinascimentale era ancora appannaggio delle classi abbienti e vissuto come luogo per sedurre e meravigliare gli ospiti tra giochi d’acqua, verdure, fiori, piante odorose ed erbe officinali: al Potager du Roi di Versailles, che sfamando la corte con primizie fuori stagione rievocava attraverso le sue geometrie il giardino dell’Eden, erano destinati ingenti investimenti. Agli appassionati del genere consigliamo una visita anche ai famosissimi orti-giardini del castello francese di Villandry
Verso l’inizio del ‘700 gli Inglesi imposero in Europa un gusto che combatteva l’artificio dei giardini all’italiana ed esaltava la semplicità, l’utilità e l’integrazione delle aree verdi con il paesaggio naturale. L‘architetto Stephen Switzer ideò la ferme ornée, derivata dalla villa-fattoria di Columella e Plinio: un orto ornamentale delimitato da siepi o fossati dove far convivere verdure, statue e boschi senza costringere le aiuole in forme regolari e artificiose.
Fondere estetica a praticità
In un orto giardino alle verdure si dovrebbero mescolare fiori, essenze aromatiche, arbusti, circondati da sempreverdi a protezione e in alcuni casi da alberi da frutto. Per evitare al terreno di impoverirsi è necessaria la rotazione annuale delle colture: ogni volta che si effettua un raccolto bisogna infatti restituirlo al sistema in forma di nuova energia disponibile.
Per la primavera si scelgono di solito lattuga, fragole, lenticchie, carciofi, abbinati a fioriture di viole del pensiero, iris variopinte, margherite, rose, celosie e non ti scordar di me. In estate l’abbinamento è con pomodori, melanzane, peperoncini, sedani, zucchini, e assieme alle rose fanno da comprimari peonie, dalie, nasturzi, papaveri. Ai fiori da recidere, si possono associare fiori utili per cucina e medicina, come l’iperico, il tarassaco, il luppolo, il girasole la calendula, l’angelica, la lavanda. Preferite se possibile per il vostro orto ornamentale ortaggi particolarmente decorativi come i cavoli e le lattughe rossi, le verze viola, le melanzane bianche…
Anche erbe aromatiche come l’artemisia (che allontana certi parassiti) l’origano, la santolina, la maggiorana, il timo, la salvia, l’erba cipollina (che tiene a bada le erbe infestanti) e la menta contribuiscono alla decorazione degli orti ornamentali, disseminandoli di foglie decorative, piccoli bottoni fioriti e profumi delicati.
Con un tocco di fantasia e la giusta conoscenza delle consociazioni di piante nelle colture miste è possibile far crescere al meglio nella stessa area gli ortaggi e i frutti della terra: l’intento di questi abbinamenti, prima che estetico su volumi e contrasti di colore, è quello di utilizzare diversi tipi di colture, le cui caratteristiche morfologiche e di crescita possano favorire lo sviluppo florido delle altre piante adiacenti senza mettercisi in competizione. Ad esempio il fiore d’escolzia che ha radici profonde come le carote, va abbinato a colture con un apparato più superficiale come quello delle cipolle.
Di consociazione e colture miste parleremo in modo più approfondito in un nuovo post dedicato.
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Orti e giardini. calendario dei lavori di maggio Scritto il 5 maggio 2012, da admin.
Con l’innalzamento della temperatura e l’aumento delle ore di luce, nel mese di maggio il lavoro all’aperto in orti e giardini aumenta progressivamente.
Giardino
Maggio è ancora il mese ideale per mettere a dimora piante aromatiche e annuali. Per allungare le fioriture è necessario eliminare con regolarità i fiori appassiti dalle piante e sfoltire le rose che presentano troppi boccioli. Via libera anche alle potature di alberi, siepi e arbusti. Vanno poi liberate le ortensie da parti legnose e rami vecchi, per favorirne una rigogliosa fioritura. Se non avete già provveduto ad aprile, curatevi di concimare il prato con un prodotto a lenta cessione e di pacciamare le aiuole fiorite.
Orto e frutteto
Con l’orto in piena fase di crescita, in questo mese bisogna seguire con cura lo sviluppo delle diverse colture, facendo attenzione – con trattamenti mirati- che assieme alle piante non si propaghino anche i parassiti e le erbe infestanti (da combattere con la pacciamatura tra le file coltivate, prima che con i diserbanti).
Maggio è ancora il periodo giusto per seminare zucche e zucchini, cetrioli, meloni e cocomeri, lattuga estiva, cavoli estivi, cavolfiore precoce, basilico, fagioli, fagiolini. Il periodo è ottimo per i trapianti di peperone, melanzana, pomodoro, cetriolo, cocomero, sedano, insalata scarola, lattuga. E abbiate cura di sistemare bene i sostegni per gli ortaggi rampicanti come il pomodoro.
Per quel che riguarda le annaffiature, delle quali ci sarà progressivamente bisogno in proporzione all’aumento della temperatura e all’assenza di precipitazioni, vi ricordiamo di bagnare esclusivamente la base evitando la parte aerea delle piante, per evitare la propagazione di patologie – come la peronospora – che prosperano bene nell’umidità.Evitate anche i ristagni d’acqua nel terreno, che possono danneggiare le radici e il colletto degli ortaggi.
In maggio anche le piante da frutta sono in piena fase di sviluppo, con nuovi germogli, foglie e frutticini. Consigliamo il diradamento dei frutticini, con l’eliminazione di quelli difettosi o rovinati dagli uccelli, tranciandone il peduncolo con cesoie ben affilate, e lasciando i frutti più grossi, meglio esposti e distanziati. Con questo stratagemma è possibile infatti assecondare il vigore vegetativo della pianta ed evitare l’alternanza di produzione (l’albero che fruttifica un anno si uno no). Dal fusto dei giovani alberi è bene eliminare i germogli, lasciando (a circa 130 cm dalla base della pianta) solo quelli destinati a diventare branche principali per lo sviluppo della nuova impalcatura.
Piante in vaso
Anche in terrazzo le piante in questo periodo iniziano a fiorire e germogliare. Curatene innanzitutto il fogliame per prevenire infestazioni di parassiti e funghi. Ai sempreverdi date una leggera potatura dalle parti secche o rovinate; le piante in fiore andranno ovviamente potate dopo la fioritura.
Pulite il terreno dei vasi dalle foglie appassite e concimate indicativamente ogni 15 giorni. Iniziate ad innaffiare con regolarità, una o due volte alla settimana, a seconda del tipo di pianta, del clima e della grandezza del vaso, evitando sempre i ristagni nei sottovasi. Moltiplicate le piante per divisione, attraverso talee, margotte e propaggini. Disponete sostegni adeguati allo sviluppo delle piante rampicanti.
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Reportage flash da Ortobello 2012 Scritto il 29 aprile 2012, da admin.
C’eravamo anche noi a Ortobello, mercato ortofloreale a km0 dello storico showroom di Riccardo Barthel allestito ogni anno in occasione del Fuori di Taste.
L’operatore che si è infiltrato tra un angolo e l’altro della kermesse, a caccia di novità nel temporary shop, ha ripreso anche noi al banco del fioraio assieme ai ragazzi di Jardin Divers, ( siamo al punto 3.06 del video) ^_^ tra architetti, artigiani, stilisti, fashion blogger, designer, contadini e agricoltori.
E a chi ci è venuto a trovare abbiamo regalato per ricordo questa piccola busta di sementi utili:
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Contro le zanzare: una pianta per amico Scritto il 27 aprile 2012, da admin.
“Se pensi di essere troppo piccolo per fare la differenza, prova a dormire con una zanzara” (XIV Dalai Lama)
Dal terrazzo al giardino con l’arrivo della bella stagione l’invasione delle zanzare è un problema che si ripresenta tutti gli anni.
Ma quanti di voi sono stanchi di cospargersi la pelle di repellenti per insetti (leggi pesticidi)?
Per fortuna il mondo è pieno di rimedi naturali: alcune piante, molte delle quali dotate di fiori colorati, contengono sostanze chimiche che possono aiutarci a respingere le zanzare; basta avere l’accortezza di raccoglierne le foglie, sminuzzarle e strofinarle su pelle e indumenti per liberarne l’aroma.
Queste tra le principali:
- Monarda: ha un profumo simile al bergamotto e cresce spontaneamente senza temere la siccità. Ottima anche in infusione per tisane.
- Tagete: è una pianta annuale amante del sole, utilizzata dai giardinieri anche per tenere lontano gli afidi.
- Erbagatta o Nepeta Cataria: agli amanti dei felini farà piacere sapere che questo è uno dei più potenti repellenti antizanzare. Dieci volte più efficace del dietiltoluamide (DEET), alla base dei repellenti i commercio. Pestare nel mortaio qualche foglia e strofinare su pelle e indumenti per migliorare l’effetto.
- Citronella Geranio: un ibrido geneticamente modificato facilmente coltivabile in vaso. Fa piccoli fiori dalle sfumature lilla e color lavanda, ha foglie molto odorose.
- Agastache Cana altrimenti detta Issopo Gigante appartiene alla famiglia delle Lamiaceae, fiorisce in spighe su terreni ricchi e ben esposti al sole.
- pianta di Mentastro
- Monarda
- Tagete
- Citronella Geranio
- Agastache-cana
Se poi ogni volta che mettete piede in giardino sollevate sciami famelici di zanzare, provate a disseminarlo di queste erbe aromatiche:
Citronella
Rosmarino
Basilico
Lemongrass
Timo e Timo Limone
Ruta Graveolens
Lavanda
Tra le piante acquatiche infine consigliamo le Utricularie, piante carnivore “ghiottissime” di larve di zanzara (le risucchiano letteralmente dall’acqua).
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Progetto per un piccolo giardino urbano. Scritto il 17 aprile 2012, da admin.
Nel piccolo giardino di città, abbiamo ricercato un dominio illusorio della natura attraverso un ordine composto di forme geometriche semplici e regolari.
Molto verde in tutte le nuance e pochissime macchie di colore, per rispondere espressamente alle esigenze del committente, rassicurato dalla scansione regolare dei volumi e poco propenso a sperimentare l’armonia di giardini mossi con creatività, variopinti e fioriti.
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Progetto per un giardino in zona residenziale urbana Scritto il 17 aprile 2012, da admin.
Creazione di un giardino nei pressi della città, per un’abitazione privata circondata dal verde sui quattro lati. Il committente ha chiesto di creare un percorso armonico e mosso, definito da angoli verdi con funzioni differenti: accanto agli usuali spazi di servizio e di passaggio, le piante ridefiniscono e personalizzano le aree dedicate al barbecue, al prato fiorito, al frutteto, all’orto produttivo e uno spazio di gusto romantico tutto dedicato al relax.
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Progetto per un giardino nel centro storico di Firenze Scritto il 17 aprile 2012, da admin.
Differenti proposte per un giardino da reinventare in pieno centro storico a Firenze. Massima attenzione e rispetto nel preservare la memoria storica dell’impianto originale, con l’introduzione di nuove soluzioni estetiche e con la creazione di angoli verdi dove raccogliersi in relax, per sfuggire da un ambiente urbano sempre più caotico.
Le siepi di Buxus scandiscono gli spazi, Rose ed Ibiscus aggiungono colori vivaci, Banani e Bambù sdrammatizzano la severità del luogo con un tocco esotico inaspettato.
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Progetto per un giardino privato nell’entroterra ligure di Lerici Scritto il 17 aprile 2012, da admin.
L’obiettivo del progetto è quello di rendere accogliente come un angolo di paradiso il giardino e lo spazio verde attorno alla piscina della villa di villeggiatura, con zone ombreggiate al limite di un boschetto, attraverso un’opera di integrazione fra macchia circostante e giardino, per poter coltivare un’oasi di pace tra le asperità del paesaggio ligure, lontana dalla confusione.
Rispettando dunque l’ambiente tipico della macchia mediterranea, abbiamo utilizzato piante rustiche resistenti all’aria salmastra, alla siccità estiva e al vento, con fioriture prolungate, amanti del sole e bisognose di poche cure: dagli arbusti bassi come il Rosmarino a specie botaniche più alte in forma libera, come l’Arbutus Unedo (corbezzolo).
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Sub-irrigazione, una tecnica che viene da lontano Scritto il 13 aprile 2012, da admin.
Gli impianti di irrigazione per il prato, il giardino o l’orto possono essere fissi, semifissi e mobili. La scelta di un tipo o di un altro è determinata da diversi fattori, tra i quali sicuramente il budget di spesa disponibile, l’ampiezza dello spazio da irrigare, il fabbisogno d’acqua e il numero dei punti d’irrigazione in funzione del clima, del tipo, della composizione del terreno e soprattutto delle esigenze delle piante coltivate. Per darvi un’idea, per 100 mq di manto erboso nelle diverse zone del nostro Paese possono essere necessari dai 300 ai 700 litri al giorno di acqua, perciò è sempre consigliabile farsi assistere da un esperto per questo tipo di valutazioni.
Passando da un impianto mobile ad uno fisso e dal sistema manuale all’automazione, di regola si riducono notevolmente le ore lavoro e gli sprechi idrici, ma aumentano i costi iniziali d’installazione.
Impianti fissi, semifissi e mobili
Gli impianti fissi sono i più costosi dal punto di vista dell’installazione, ma sono quelli che garantiscono la migliore uniformità di distribuzione dell’acqua e un elevato grado di automazione con centraline, sensori e temporizzatori, funzionale per il risparmio di tempo e soprattutto di risorse idriche. Questi sistemi utilizzano irrigatori interrati, detti pop-up perché dotati di uno spruzzatore che si eleva quando l’acqua entra in pressione nell’impianto, per poi ritrarsi al termine dell’irrigazione senza dover essere riposizionati ogni volta.
Gli impianti semifissi utilizzano una tubazione interrata che supporta diversi erogatori, alla quale si possono collegare derivazioni di tubo o direttamente irrigatori.
Ogni impianto di questo tipo può essere parzialmente automatizzato e venire spostato, secondo necessità, per servire aree diverse dello spazio verde. È preferibile agli impianti mobili per superfici di grandi dimensioni, in quanto evita il continuo e dannoso trasporto e sfregamento sul terreno di tubi ingombranti e pesanti.
Gli impianti mobili sono sistemi sicuramente economici, dotati di semplici tubi di gomma collegati a un irrigatore e a una presa d’acqua: l’irrigatore va spostato manualmente nelle diverse zone del prato, e non è adatto quindi a giardini di grandi dimensioni, comportando un certo dispendio di tempo e di lavoro. Per evitare fatica inutile e facilitare riavvolgimento e trasporto dei tubi, sono presenti sul mercato diversi carrelli avvolgi-tubo e una gamma infinita di irrigatori per tutte le esigenze.
La sub-irrigazione
Tra gli impianti fissi su misura la subirrigazione negli ultimi anni ha avuto un certo sviluppo grazie all’enorme potenziale di risparmio d’acqua e di riduzione degli sprechi.
Si tratta di un sistema irriguo di dispersione ecologica dell’acqua corrente nei terreni, attraverso una rete sotterranea artificiale di piccoli condotti che anticamente erano in terracotta e malta, e la cui porosità favoriva il passaggio dell’acqua che vi scorreva al terreno circostante.
Questa tecnica è nota infatti da secoli ed ha permesso di coltivare piantagioni rigogliose anche nelle zone sub-tropicali dell’Africa settentrionale, dove l’acqua è rara e l’evaporazione copiosa.
Il sistema oggi prevede l’interramento del reticolo irriguo (ad ali gocciolanti, tubi estrusi in polietilene che inglobano gocciolatori a distanze regolari)ad una profondità variabile, definita dallo sviluppo delle radici delle colture da irrigare e dal tipo di lavorazioni colturali previste per il terreno. Tale reticolo crea uno strato di terreno umidificato continuo.
Un progetto di sub-irrigazione necessita però di accurate valutazioni preliminari su morfologia e caratteristiche chimico-fisiche del terreno (soprattutto sugli aspetti di permeabilità e impermeabilità), con un’analisi approfondita del territorio dal punto di vista del clima (escursioni termiche) dell’idrologia e delle statistiche sulle piogge.
La diffusione regolare dell’acqua per sub-irrigazione negli strati inferiori del suolo ne favorisce anche il benefico movimento di risalita capillare verso la superficie del terreno. Il controllo dell’umidità del terreno e quindi la taratura del sistema interrato possono essere facilmente effettuati con misuratori come i tensiometri, gli umidometri e i semplici contatori del volume d’acqua erogato.
I vantaggi di questo tipo di irrigazione fissa:
- Bagnatura effettiva dell’apparato radicale.
- Irrigazione efficace anche a basse pressioni d’esercizio e con modesti volumi d’acqua.
- Ottimizzazione dell’utilizzo dell’acqua, con l’eliminazione del ristagno, delle perdite per percolazione o ruscellamento e con significativo abbattimento delle perdite per evaporazione in superficie (15-30%).
- Eliminazione dei fenomeni di erosione del suolo e di spostamento delle sementi dovuti a eccessivo drenaggio.
- Elevata uniformità dell’irrorazione, anche in presenza di venti forti.
- Riduzione della manodopera usata per i sistemi tradizionali, per operazioni di posa o recupero del sistema irriguo.
- Diminuzione della crescita in superficie delle erbe infestanti e riduzione dell’utilizzo di diserbanti.
- Migliore gestione della fertirrigazione grazie alla erogazione diretta negli strati più profondi degli elementi nutritivi sugli apparati radicali, con vantaggi di risparmio economico e minor impatto ambientale.
- Eliminazione dei danni possibili per gli impianti superficiali, quali manovre di macchinari agricoli, atti vandalici, incursioni di animali.
Una volta verificata l’idoneità del territorio le subirrigazioni sono consigliate principalmente per la coltivazione di prati ornamentali, frutteti, vigneti, oliveti.
Puoi richiedere maggiori informazioni a info@codiferro.it
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Orti e giardini. calendario dei lavori di aprile Scritto il 3 aprile 2012, da admin.
Parte dei lavori da prevedere per il mese di aprile non è altro che il naturale proseguimento delle attività di potatura e pulizia iniziate a marzo, con il risveglio delle piante.
Giardino
Con la luna calante è consigliabile vangare le aiuole e le bordure per preparare il terreno a semine e trapianti di annuali; si cimano i rosai delle parti deboli, per favorire getti laterali forti; si concimano orti, arbusti e cespugli con prodotti organici a lenta cessione; si inizia a tosare il prato settimanalmente, progressivamente più corto. Consigliate anche le semine all’aperto (e in serra nelle zone a clima più freddo) di spinaci, bietole, lattuga da taglio, cipolle e agretto, indivia, porro, sedano, scarola.
Con la luna in fase crescente si seminano le piante annuali come aster e girasoli, si piantano i sempreverdi, le perenni e i bulbi estivi (gladioli, dalie, gigli, agapantus…)
Orto e frutteto
Con la luna crescente si possono organizzare le produzioni ortive che daranno raccolto in estate, quindi mettere a dimora (con semina o trapianto) nell’orto o in semenzaio: angurie e meloni, peperoni pomodori e cetrioli, melanzane,fagiolini, fagioli, fave,piselli, zucchine, basilico, prezzemolo, ravanello, rucola.
E’ tempo anche di rincalzare le patate e predisporre i tutori per pomodori, fagiolini rampicanti e piselli.
Nel frutteto aspettate la luna calante per fare gli innesti e completare la concimazione, mentre per piantare ulivi e viti meglio procedere in fase crescente (plenilunio 6 aprile).
Piante in vaso
Con luna calante si possono rinvasare i gerani che hanno svernato al riparo; consigliamo di sfoltire la chioma di tutte le piante in vaso e di eliminare la terra superficiale, povera di sostanze nutritive e ricca di spore, che va sostituita con terriccio nuovo; se necessario rinvasare. In fase crescente si possono seminare in semenzaio le piante a fioritura estiva e interrare i bulbi estivi nei vasi.
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